SOLO UNA LETTERA D’AMORE

December 2016, Novi Sad, Nhandan Chirco (IT)

Tempo staccato – staccato dal lavoro e dagli impegni familiari, staccato alle prove e le performance che mi tengono in vita. Il viaggio inizia al Romagna Center di Savignano, comincia banalmente con l’acquisto dell’attrezzatura – zaino, tenda, sacco a pelo, pila elettrica e un quadernino giallo per i contatti.

SONO MESI CHE ASPETTO DI ANDARE. ANDARE AL MIO POSTO, ESSERE LÌ DOVE VOGLIO ESSERE, CON LORO – QUELLI CON CUI VOGLIO ESSERE.

Quelli che vorrebbero essere altrove – migrando – e invece sono abbandonati e custoditi ostinatamente nel parossismo schizofrenico e paradossale della politica europea sulla gestione dei confini. Quelli che ora sono l’umanità nella sua semplice realtà, senza mistificazioni, senza privilegi, senza parola. Ma con la forza delle azioni. Quelli che ora sono dentro il mio cuore, speranza e bellezza oltre e grazie a ogni differenza. E i compagni. Quelli che amo e rispetto perché sono lì, nel posto dove ha senso essere adesso. Gli altri sono lontani, stanno dentro i teatri, nei musei, nei locali, nelle stanze, nelle analisi sull’arte, l’attivismo, i vizi dei militanti, la complessità, l’impotenza, le contraddizioni, soprattutto alla fine il proprio scorrere meccanico del tempo incollati spalle al muro dal piccolo universo di se stessi e quei pochi intorno con cui si condividono gusti e linguaggi e gestualità.

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